IL BARONE RAMPANTE

da Italo Calvino

Spettacolo di narrazione con oggetti e immagini

con Giuseppe Viroli

regia di Cristina Casadei

E’ il 17 ... Prima delle Rivoluzioni. Una villa nobiliare vicina al mare. Cosimo Piovasco di Rondò, quasi ragazzo, a 11 anni, figlio di nobili, costretto nelle rigide etichette aristocratiche, tra parrucche cappello a tricorno e pizzo, dopo l’ennesimo castigo inflitto dal padre compie un gesto di ribellione. Uno dei gesti più rivoluzionari della letteratura. Sale su un albero del giardino e giura di rimanervi. Non scenderà più. Trascorrerà l’intera vita sugli alberi, spostandosi da un ramo all’altro.

Sarà la sua fortuna. Staccandosi di qualche metro da terra, Cosimo si stacca da ogni convenzione e da un destino segnato, un destino di pigro aristocratico possidente. Dagli alberi, Cosimo vede il mondo. Esce dal giardino. Prende contatto con gli uomini. Impara a vivere, ad arrangiarsi, pur mantenendo la sua nobiltà. Aiuta i contadini, legge un’infinità di libri. Si innamora di Violante, la nobile coetanea del giardino accanto, inquieta come lui. Sarà un amore travagliato, impossibile.

Avrà un cane bassotto. Lui sugli alberi, il cane a terra. Andrà d’accordo con i genitori, più di quanto vi sarebbe andato se fosse rimasto a terra. Conoscerà un brigante amante dei libri. Conoscerà le bande di monelli ladri di frutta, e la misera popolazione di carbonai che vivono nel bosco.

Considerato un pazzo originale, e comunque stimato da tutti e forse invidiato, Cosimo attraverserà la storia. La Storia che sta cambiando. E Cosimo con quel gesto sembra proprio presagire i cambiamenti e le rivoluzioni.

Soprattutto, l’idea geniale di Calvino: andare sugli alberi non per eremitaggio, ma per avvicinarsi al mondo, alla terra. La grande idea del cambio di prospettiva, e di come basta qualche piccolo passo verso l’alto per cambiare il corso della propria vita.

Ci saranno i problemi pratici, compresi quelli fisiologici. Ci sarà la sofferenza del dormire una vita appesi all’amaca, ci sarà il corpo che diventa scimmiesco.

Niente, di fronte alla Libertà di cui Cosimo è simbolo.

E’ una grande storia, una delle più originali della nostra letteratura. Intrisa di pensiero e azione, la foresta e il mare, i loro profumi e rumori, l’amicizia e l’amore, i libri, gli animali, la caccia. Una grande storia che pensiamo sia un regalo riportare e raccontare.

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